Dopo settimane di aumenti sostenuti, i prezzi del carburante hanno iniziato a scendere per la prima volta dalla fine di febbraio. Questo cambiamento segue un significativo sviluppo geopolitico: l’Iran ha dichiarato ufficialmente che lo Stretto di Hormuz rimane “completamente aperto” alla navigazione commerciale.
Il catalizzatore geopolitico
L’annuncio, fatto via X dal ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, collega la continua apertura dello Stretto al cessate il fuoco in corso in Libano. Confermando che le navi commerciali possono seguire rotte coordinate attraverso questo vitale corridoio marittimo, l’Iran ha ridotto significativamente i timori immediati di un’interruzione delle forniture.
L’impatto sui mercati energetici globali è stato istantaneo:
– Il petrolio greggio Brent è crollato da circa 98 dollari al barile venerdì mattina a 88 dollari nel giro di poche ore.
– Questo calo di circa il 10% dei prezzi del petrolio è il principale motore dell’allentamento della pressione sui costi del carburante al dettaglio.
Sollievo alle Pompe
Il calo dei prezzi del petrolio all’ingrosso si sta finalmente riversando sui consumatori. Secondo i dati del RAC, i prezzi della benzina e del diesel hanno registrato il primo movimento al ribasso in quasi due mesi.
Tendenze recenti dei prezzi:
- Benzina: Scesa da 158,31p per litro il 16 aprile a 157,97p il 17 aprile.
- Diesel: È sceso da 191,54p per litro il 15 aprile a 190,94p nei due giorni successivi.
Sebbene queste riduzioni iniziali siano modeste, gli esperti del settore sono ottimisti. Simon Williams, responsabile delle politiche presso il RAC, ha osservato che poiché i prezzi all’ingrosso sono attualmente inferiori a quelli al dettaglio, i consumatori potrebbero vedere ulteriori riduzioni di diversi pence al litro nel prossimo futuro.
Il “premio di guerra” e l’impatto economico
Il recente conflitto ha imposto un pesante onere finanziario agli automobilisti. La RAC Foundation stima che il “premio di guerra” – il costo gonfiato del carburante causato dall’instabilità geopolitica – sia costato ai fattori determinanti ulteriori 1,4 miliardi di sterline rispetto ai livelli pre-bellico.
Al di là dei costi individuali per gli automobilisti, questa impennata si è tradotta in una manna inaspettata per il governo, che ha raccolto decine di milioni di sterline in entrate IVA aggiuntive a causa dei prezzi più alti.
Volatilità del mercato e vigilanza regolamentare
Nonostante il recente calo, il mercato rimane sensibile. Il mese scorso si è assistito ad una volatilità senza precedenti, con i prezzi della benzina e del diesel in aumento rispettivamente di 20 pence e 40 pence al litro. Questa volatilità ha anche innescato gli acquisti dettati dal panico a marzo; Ben Nelmes, amministratore delegato di New Automotive, ha osservato che i consumatori si sono affrettati a fare il pieno a causa sia degli aumenti dei prezzi che delle voci infondate sulla carenza di carburante.
Per proteggere i consumatori, la Autorità per la concorrenza e i mercati (CMA) sta monitorando attentamente la situazione. Il regolatore è specificamente alla ricerca di prezzi “a razzo e piuma”, un fenomeno in cui le compagnie petrolifere aumentano rapidamente i prezzi in risposta agli aumenti all’ingrosso ma sono lente ad abbassarli quando i costi scendono.
“È importante che [gli aumenti dei prezzi] riflettano le reali pressioni sui costi… Esamineremo attentamente e riferiremo su ciò che sta accadendo con i prezzi del carburante e segnaleremo qualsiasi comportamento preoccupante.” — Juliette Enser, Direttore esecutivo per i mercati della CMA
Conclusione
Sebbene l’apertura dello Stretto di Hormuz abbia fornito il sollievo tanto necessario ai mercati petroliferi globali e abbia avviato una tendenza al ribasso dei costi del carburante, la velocità del futuro calo dei prezzi rimane incerta mentre i regolatori vigilano sull’equità del mercato.
