Può l’intelligenza artificiale superare gli esseri umani nel primo Gran Premio autonomo di Abu Dhabi?

7

La Formula 1 è stata a lungo il brillante cartellone pubblicitario della tecnologia automobilistica. Lo si vede nelle strutture a nido d’ape e nelle innovazioni dei pneumatici che alla fine arrivano fino alle auto stradali. Ma nel 2024, lo sport sta cambiando marcia in un modo che sembra meno un’evoluzione e più una riscrittura completa del codice. Non ci saranno piloti negli abitacoli. O meglio, il conducente è un’intelligenza artificiale.

Sabato 27 aprile Abu Dhabi ospiterà una prima storica. La Abu Dhabi Autonomous Racing League (A2RL) organizzerà la gara inaugurale di veicoli completamente autonomi. Questa non è solo una demo. È una competizione ad alto rischio che invita un nuovo tipo di professionista nel paddock: gli sviluppatori di intelligenza artificiale.

Nella F1 tradizionale, ingegneri e meccanici spingono l’hardware al limite. Qui l’hardware è identico. La variabile è il software. L’obiettivo è dimostrare che l’apprendimento automatico può gestire la precisione richiesta per le corse professionistiche.

Auto identiche, menti diverse

Il campo è composto da otto squadre che gareggiano con i telai Dallara Super Formula SF23. Questi non sono prototipi personalizzati con peculiarità aerodinamiche uniche. Sono auto speciali. Ogni veicolo è dotato dello stesso stack tecnologico autonomo, inclusi array LiDAR, telecamere e una suite di altri sensori.

Il campo di gioco è livellato. Nessuno ha un vantaggio in termini di presa meccanica o potenza del motore. L’unico elemento di differenziazione è l’algoritmo.

Ogni team ha trascorso mesi a codificare e perfezionare i propri modelli di machine learning. Stanno correndo per vedere quale intelligenza artificiale è in grado di interpretare i dati, prendere decisioni in frazioni di secondo ed eseguire la traiettoria perfetta attorno alla pista. Il premio è sostanzioso. La squadra vincente si aggiudica un premio di 2,25 milioni di dollari.

La corsa dimostra che, anche se l’hardware si sta standardizzando, l’intelligenza che lo guida rimane il campo di battaglia principale per l’innovazione.

Il punto di riferimento umano

Per capire a che punto è questa tecnologia, è necessaria una linea di base. È qui che entra in gioco Daniil Kvyat. L’ex pilota della Red Bull F1 è stato confrontato con le unità autonome durante i test.

Finora, Kvyat mantiene il vantaggio. Lui è più veloce. Ma il divario si sta riducendo giro dopo giro. L’intelligenza artificiale sta imparando. Si sta adattando. Sta migliorando la geometria specifica di questa pista.

Questa dinamica evidenzia una domanda cruciale per il futuro degli sport motoristici: quanto delle corse è legato alla padronanza meccanica e quanto è puro processo decisionale? Se l’hardware è uguale, vince l’intelligenza.

La rilevanza di queste gare potrebbe non essere immediata. Siamo lontani decenni dal vedere sulla griglia auto di F1 completamente senza conducente. Ma la traiettoria è chiara. Man mano che gli algoritmi migliorano, la distinzione tra riflesso umano ed elaborazione meccanica diventerà sempre più confusa.

L’A2RL è un banco di prova. È un terreno di prova per i sistemi che alla fine guideranno i nostri spostamenti quotidiani. E per ora è una corsa tra silicio e istinto. Kvyat sta vincendo oggi. Ma il codice funziona più velocemente di ieri.